La Decina

La Decina
09/06/2020 No Comments Castelli,Itinerari Germana Volpe

Villa “La Decina” o Casale dei Camaldoli è una villa situata all’angolo tra Via Camillo Guerra e Via Soffritto.

Tale denominazione deriva dalla maestosa quercia secolare soprannominata “decina” o “regina” che esisteva nel giardino della proprietà.

La sua costruzione risale alla prima metà del XVIII sec. su progetto dell’architetto Dante Tassotti.

L’edificio in tufo e piperno risulta caratterizzato da una torre merlata con archetti pensili tipici dell’architettura medievale romano-gotica. Balcone e portale seguono l’arte catalana. Visibili alla base dell’edificio sono gli archi ellittici che sorreggono il porticato della parte superiore, mediante il quale si giungeva ad una loggia.

In facciata si scorgono delle statue e dei bassorilievi che lasciano supporre la vicinanza con un ordine templare, supposizione che avvolge di mistero questo sito.

Tra le statue ricordiamo quella di una donna con le mani congiunte che potrebbe essere la rappresentazione di una madonna o più probabilmente di Maria Maddalena, figura vicina all’ordine templare. Tra i bassorilievi invece vi sono: quello con armatura, elmo ed armi da guerra, classici elementi dei cavalieri templari; e quello con testa barbuta di Bafometto, idolo pagano metà uomo e metà capro, ricollegabile anch’egli alle cerimonie di iniziazione templare.

In questo stesso punto dove sorge la villa, fonti storiche segnalano la presenza dell’Osteria del Ricino, punto di riscossione del dazio nella Napoli rinascimentale.

La villa fu inserita nel testo del duca di Nola Giovanni Carafa, intitolato Mappa topografica della città di Napoli e de’ suoi contorni.

La zona dove sorge tuttora la villa ormai abbandonata, prende il nome di piana collinare dell’Orsolone nota per la sua ricchezza di vegetazione e selvaggina, che venne molto apprezzata da Ferdinando IV di Borbone nel 1777.

Il pittore Camillo Guerra fu suo proprietario nell’Ottocento e ancora oggi la villa appartiene a questa famiglia. I ritocchi eclettici attualmente visibili nella struttura e realizzati nei primi del Novecento, sono testimonianza della volontà del pittore.

 

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Germana Volpe Germana Volpe, classe 1990, ha studiato Archeologia e Storia dell'Arte, laureandosi nel 2017 presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Tra le sue esperienze più importanti si ricordano il SCN presso la sede dell'Ass. Culturale "Lux in Fabula" di Pozzuoli (NA), dove si è dedicata soprattutto alla stesura di recensioni ed articoli per la promozione e la valorizzazione culturale sul giornale online "LUXinFolio". Ha svolto il Programma Erasmus presso la "UIB" di Palma de Maiorca. Ha collaborato per l'iniziativa "Inizi_arte" come guida presso il "Museo Madre" di Napoli. Inoltre è stata selezionata per "Garanzia Giovani-Specialisti in scienze umane, sociali, artistiche e gestionali" presso il "DISP" dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II", svolgendo attività di ricerca e analisi dei siti web istituzionali dei musei statali italiani di proprietà del MIBAC nei capoluoghi di provincia.
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